World citizens contributing to the “Webottega for the Peace”

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Laboratory - Ridef 2018

 

 
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La Bottega della Comunicazione e della Didattica to RIFEF 2018

World citizens contributing to the “Webottega for the Peace” - RIDEF 2018 LJUNGSKILE - SWEDEN

Conduttori: Lanfranco Genito, Luigi Tammaro, Stefano Occhiuzzi (MCE Napoli)

Contenuto
La proposta di laboratorio parte dalla Ridef 2016 in Benin “…la costruzione di un mondo diverso possibile…. promuovendo fin dalla scuola un’educazione alla cittadinanza globale e planetaria nel quadro di un’educazione permanente.” (Edgar Morin).
Tenendo conto che “la Comunicazione moderna si basa sullo scambio di idee e contenuti ”, la Bottega della Comunicazione e della Didattica propone il laboratorio “A WeBottega for the Peace”, ove simulare in un piccolo gruppo multiculturale, ciò che si può realizzare nella WeBottega , ove persone e scuole di diverse realtà del Mondo possono scambiarsi cooperativamente “idee e contenuti”. Così facendo si fornisce un esempio di collaborazione con un piccolo ma significativo passo verso la Pace, tenendo conto che SI VIS PACEM, PARA PACEM .

Programma e metodologia Ciascuna persona deve comunicare con le modalità che gli sono più congeniali; per ciò nel laboratorio si prevede che i diversi gruppi nei quali si divideranno i partecipanti (anche in riferimento alle intelligenze multiple di H. Gardner) non saranno costituiti né in base al paese di provenienza, né alla lingua, ma in base alle modalità comunicative, anche integrate tra loro, facilitate dalle tecnologie digitali: testo con immagini (blog), presentazioni con slides, video, disegni, musica, mimica, fotoracconto, radio, canzoni a partire da basi musicali, etc…
La ricerca didattica consentirà di verificare come le tecnologie digitali ed i nuovi linguaggi usati cooperativamente sono al servizio dell’umanità, come strumenti creativi per contribuire alla liberazione di energie e coscienze.

La metodologia usata sarà quella cooperativa con i seguenti aspetti:
- si vis pacem para pacem, per costruire un mondo migliore - in plenaria
- esprimersi attraverso la scelta di un tema condiviso - n plenaria
- composizione dei gruppi a seconda delle modalità comunicative scelte - in plenaria
- stesura di palinsesti, Story Board, sceneggiature - nei piccoli gruppi
- ricerca in Internet e su altre fonti - nei piccoli gruppi
- illustrazione di proposte di “prodotti” da realizzare - in plenaria
- realizzazione dei “prodotti” comunicativi - nei piccoli gruppi
- visione collettiva e valutazioni di prodotto e di processo - in plenaria

I prodotti dei diversi gruppi saranno tutti in files digitali per poter essere diffusi e divulgati nei piccoli gruppi, in plenaria, nell’assemblea generale Ridef, nel sito web http://www.webottegaforthepeace.it/it/ ed infine sui “social network” e su altri siti web

Relazione con il Tema La ideazione e la produzione di artefatti dei piccoli gruppi sono i passi attraverso i quali si producono contenuti che verranno scambiati in plenaria e, soprattutto, socializzati attraverso il web concretizzando, in piccolo ed in grande, il concetto che La Comunicazione moderna si basa sullo scambio di idee e contenuti.

Nota – I partecipanti (max 25) possono portare Smartphone, Tablet, PC portatile (se usati abitualmente) ed eventuali “basi musicali”. Con attrezzature personali e software libero si verificherà la possibilità di accedere al digitale, senza usare attrezzature professionali.

 

http://www.ridef.one/en/

Testo intervento Zanotelli ita

LA PACE E IL RUOLO DELLA SCUOLA Incontro con Alex Zanotelli
Alcune considerazioni e riflessioni.

Non è facile dire o spiegare che cos’è la Pace. Penso che ci sono talmente tante e diverse definizioni in giro, che alla fine si rimane confusi.
Quando parliamo di pace, di solito pensiamo alla guerra, e questo è solo un aspetto. Oggi siamo in guerra non solo con le armi, ma anche attraverso il sistema economico; stiamo ammazzando di fame 30 milioni di persone all’anno, siamo in guerra contro il pianeta e lo stiamo portando a non sopportare più la nostra presenza umana su di esso. Queste sono tutte guerre, viviamo di guerre ed il problema è essenzialmente capire come nascano. Io ritengo che tutto abbia origine dal cuore dell’uomo che non vuole riconoscerlo; purtroppo Rousseau ha detto che l’uomo è buono, ma la società è cattiva. Potrebbe anche essere vero, ma Marx ha detto il contrario. Il problema è che nel cuore dell’uomo c’è l’egoismo: ognuno, pur possedendo qualcosa, vorrebbe possedere sempre di più. E’ una sorta di peccato originale, di bramosia che ci portiamo dentro, che ha come conseguenza tutti i problemi che abbiamo di tipo relazionale, personale, umano. Basta vedere quanti conflitti esistono!
Se vogliamo la Pace dobbiamo prima di tutto smantellare un pò questo ego che tutti noi ci portiamo dentro, dobbiamo avere la capacità di incontrare l’altro diverso da noi, ricco per noi proprio perché diverso da noi. Questo è il cuore del problema, dobbiamo avere la capacità di riconciliarci, la capacità di parlarci, di dialogare…Se non si parte da questo substrato non ne usciamo fuori.
In tutto questo, ritengo fondamentale il ruolo della Scuola, che dovrebbe essere una vera e propria palestra, ove si educano i ragazzi alla capacità del dialogo, dell’incontro con l’altro, alla capacità del perdono e dell’aiuto reciproco, per far sì che la vita non sia solo una grande competizione.
Il tipo di società in cui viviamo si è strutturata in maniera tale che, per salire sempre più su, ci schiacciamo gli uni sugli altri, il che è assurdo. Sembra quasi che per cambiare non si possa fare niente ed invece la Scuola può giocare un ruolo davvero straordinario soprattutto insegnando il metodo della nonviolenza attiva per lottare ed ottenere i propri diritti, metodo per me fondamentale per uscir fuori dalle assurdità totali in cui viviamo. Certo non è facile, ci vuole pratica, intelligenza e preparazione, ma ci riusciremo. Il Mahatma Gandhi diceva che ci vuole molta più preparazione ad usare metodi nonviolenti che non abbracciare un fucile e sparare.
La scuola può e deve diventare una palestra per preparare i cittadini capaci di vivere in maniera altra da come ci sta imponendo questo sistema, e ci riusciremo, solo se, per ottenere i nostri diritti, saremo capaci di praticare davvero la nonviolenza.
Un Gandhi, un Martin Luther King, e tanti altri che hanno lottato, come Mandela in Sud Africa, ci hanno insegnato come ottenere i nostri diritti tramite la nonviolenza attiva, che non è pacifismo, passività o fuga, no! E’ un entrare nel conflitto e gestirlo in modo tale da far nascere da esso qualcosa di nuovo che deve nascere. Secondo me questo è il ruolo fondamentale della scuola per uscire davvero fuori da questo ciclo di violenza paurosa in cui noi umani ci siamo cacciati e in cui rischiamo effettivamente di saltare per aria. Un ciclo economico finanziario oggi permette ad otto uomini (i più ricchi al mondo) di possedere quanto 3 miliardi e 600 milioni di persone, che rappresentano metà della popolazione del mondo più povera: è assurdo! Milioni, anzi miliardi, di persone si impoveriscono sempre di più e ogni anno muoiono di fame oltre 30 milioni di persone.
Inoltre, bisogna tener presente che chi comanda e gestisce questo sistema deve necessariamente armarsi fino ai denti per poter controllare, a favore di chi sta bene, le fonti energetiche tipo petrolio, carbone, ecc., indispensabili per poter alimentare questa macchina di guerra. Devono necessariamente armarsi per mantenere il controllo su queste fonti e per farci continuare a vivere come stiamo vivendo. Il 10% del mondo consuma il 90% dei beni del mondo: questa è la contraddizione più stridente ed è la ragione principale per cui ci armiamo e facciamo guerre a non finire. Oggi, ci sono 37 nazioni in guerra, con una violenza mai vista prima; basta vedere la guerra in Siria per capire l’assurdità di quanto sta accadendo. Su 22 milioni di siriani, 11 milioni costituiscono già l’esercito dei diseredati, dei profughi, dei rifugiati e molto probabilmente siamo già ad 1 milione di morti! Non dimentichiamoci, poi, quanto ci è costata qualche anno fa, economicamente la guerra in Iraq! E quanto ci è costata in termini di morti!
E tutto questo sistema economico-finanziario militarizzato sta facendo un’altra guerra contro il pianeta, perché, per avere energia, usiamo soprattutto petrolio e carbone che producono anidride carbonica, che immettiamo in miliardi di tonnellate al giorno nell’atmosfera, contribuendo pericolosamente all’effetto serra per il quale il pianeta si sta surriscaldando sempre di più. Secondo l’ultimo rapporto di scienziati dell’ONU (quindi conservatori, perché scelti dai governi), a fine secolo, se saremo fortunati avremo 3,5 °C in più di temperatura media del pianeta mentre se saremo sfortunati, 5,5 °C, con pericolose conseguenze dovute allo scioglimento dei ghiacci che contribuirà al sollevamento del livello del mare. Arriverà un momento in cui il nostro pianeta non ci sopporterà più!
Ecco allora che la Scuola assume un ruolo determinante e fondamentale per preparare gli studenti a non essere rotelline di ingranaggi che fanno andare avanti questo sistema, come sostiene il Processo di Bologna del 1999 , ma ad essere dei cittadini coscienti, che abbiano la capacità di parlare, di dire la verità di fronte al potere, di mettersi insieme e lottare per ottenere i propri diritti, come ci ha insegnato don Milani. Questo è il ruolo, che spesso, invece, viene tradito, ma che ora spetta alla Scuola, ruolo fondamentale per ottenere davvero la Pace nel Mondo.

 

1 - Nato nel 1938 a Livo in Val di Non (TN), missionario comboniano, direttore della rivista Nigrizia dal 1978 al 1987. Dal 1989 al 2001 ha vissuto in Kenia nella baraccopoli di Korogocho (Nairobi). Ha ispirato la fondazione della Rete Lilliput e del movimento Beati i costruttori di Pace  (http://www.beati.eu/) che vuole raggiungere la Pace attraverso la giustizia. E’ intervenuto nell’organizzazione e gestione del Social Forum Europeo di Firenze (2002). Da oltre 10 anni vive a Napoli nel quartiere popolare della Sanità (agli onori della cronaca sia per la forte presenza di malavita organizzata, che per significative esperienze positive, come la Rete del Quartiere Sanità che opera contro il degrado, il fatalismo e per costruire migliori condizioni di vita o l’orchestra giovanile Sanitamsemble (http://sanitansamble.it/). Lotta per la cittadinanza attiva con metodo nonviolento, rappresentando un importante punto di riferimento culturale, sociale, politico, per singoli ed associazioni, e in diverse occasioni ha dato positivi risultati come nel caso della lotta per l’acqua pubblica fuori dal mercato e senza profitto a Napoli, unica grande città italiana ad aver agito in conformità con il Referendum relativo.

2 - Il Processo di Bologna è un processo di riforma internazionale dei sistemi di istruzione superiore dell'Unione Europea, iniziato il 18 e 19 giugno 1999, con l’incontro di 29 ministri dell'istruzione europei che avevano già sottoscritto l’accordo Dichiarazione di Bologna. Si può consultare il sito http://www.processodibologna.it/

WeBottega for the Peace by Coop FlyUp

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